La storia e le origini

L’etimologia del termine Maratea non è molto chiara, sono varie e credibili tutte le ipotesi che sono state dette nel corso degli anni: alcuni credono derivi da Thea Maris, Dea del Mare, altri invece da Mar ar Thea ossia Città dei Grandi Etei e altri ancora credono derivi da Marathia, la “finocchiaia” vista l’ingente presenza di finocchio selvatico della zona.
Nell’antichità il borgo era uno dei tanti insediamenti, che si è poi sviluppato come distaccamento di rifornimento per le scorte alimentari. Si è poi modificato nel corso del tempo, arrivando a creare un vero e proprio borgo formato in tutti i suoi principali aspetti, Maratea divenne un importante fulcro della vita medievale nella regione, arroccato sul Castello. Il come nacque ufficialmente nel 1079, nucleo molto originario, molto diverso da quello attuale, decadde nella sua forma originaria dopo l’assedio alla rocca dalle truppe transalpine nel 1806.

L’interesse storico del luogo è dato prima dalla colonizzazione greca e in seguito dalla presenza dei romani, arrivando poi intorno all’anno 1000 con l’invasione dei Normanni, passando successivamente alla dominazione spagnola facendo parte del Regno di Napoli , essendo poi coinvolta (nel 1799) nei moti che hanno portato la nascita della Repubblica Napoletana. Per tale motivo,  Maratea è un centro di grande interesse storico, dove i segni delle varie contaminazioni culturali sono ancora vivi su tutto il territorio.

Cosa offre Maratea

Questo bellissimo borgo, non a caso definito la perla del Tirreno, offre bellissime spiagge e non solo. L’affascinante Maratea è una località affacciata sul Golfo di Policastro, chicca mediterranea pienamente canonizzata da un paesaggio di conclamato fascino che arride ad un turismo estivo davvero incessante. I meriti di questo esodo di turisti sta sia nel centro urbano che nella costa, eterogenea per quanto concerne la presenza fitta di calette incantate, grotte quasi fiabesche e delle insenature romantiche. Tutta la varietà che è capace di offrire la zona stimola la voglia di potenziali turisti.
Il borgo di Maratea ha tipica bellezza dei piccoli sobborghi del mediterraneo, con le sue case di colore bianco e quelle viuzze che sfociano in piazzette romantiche, da cui si può ammirare il bellissimo panorama. La parte urbana e anche i dintorni riescono ad offrire numerose attrazioni e opportunità di svago per qualunque fascia di età ed esigenza. Tutte le attività sono basate su uno stretto contatto con la natura, che è stata davvero molto generosa con la città di Maratea.

Come è facile intendere le scelte e le opportunità sono davvero moltissime, programmare una breve, media o lunga sosta in questa città non potrà far altro che regalare splendidi momenti di gioia e spensieratezza. L’unico sacrificio è appunto nella pianificazione, in cui però sono molte le strutture ricettive che si sono specializzate. Tra i vari Hotel a Maratea che offrono assistenza totale e continua ai propri ospiti, il Santavenere è senza dubbio il migliore. Provare per credere.

Il romanticismo di Maratea

Maratea è una località marina della Basilicata che si affaccia sul mar Tirreno. Oltre alla costa ancora intatta che di per sé è già una importante meta turistica è anche frequentata per i tanti luoghi di interesse storico e artistico. È anche un luogo molto romantico, questo grazie al fascino da classico borgo mediterraneo, con le particolari viuzze e lo splendido panorama.
Chi tra voi viaggia in coppia non può non cenare a lume di candela, in uno dei ristoranti affacciati sul mare, come quello del Hotel Santavenere o magari al porto, cullati dal chiaro di luna e dalla brezza marina.
Tra le varie attrazioni, quella che più salta all’occhio per la sua maestosità e anche per il luogo da cui sovrasta tutto il borgo: è la statua del Cristo Redentore, seconda solo a quella di Rio de Janeiro (per grandezza), una statua marmorea, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenzi. Si erge sulla cima del monte San Biagio, da cui sovrasta tutta la città di Maratea con i suoi ventuno metri di altezza e i diciannove d’apertura di braccia. Vale la pena salire fin lì per poter ammirare un bellissimo paesaggio. La statua, ultimata nel 1965 è tra le più grandi in Europa, seconda solo al Cristo Rei di Lisbona. Rivolta verso la terra ferma, a vegliare sul territorio e sugli abitanti di Maratea, ha una particolare curvatura e conformazione della testa che fanno sì che, vista da lontano e dal mare, sembri rivolta verso di esso. Il luogo dove si erge la statua è raggiungibile in auto, ma l’ultimo tratto va necessariamente percorso con le navette, che collegano il monumento con il parcheggio.
Gli appassionati dell’arte potranno perdersi tra le opere esposte nei vicoli del paese che nei mesi estivi si riempiono di mostre temporanee e gallerie all’aperto dal fascino bohémien.

Maratea: la “Perla del Tirreno” che unisce cielo e mare

“Forse in Italia non c’è paesaggio e panorama più superbi”  così Indro Montanelli scriveva sulle pagine del Corriere della Sera, incantandosi di fronte ad un meraviglioso scenario fatto di spiagge, grotte, insenature e strapiombi, dove il mare e la natura si fondono con la cultura e la storia lucana, facendo di Maratea – a giusta ragione – la “Perla del Tirreno”.

Un misto di colori, profumi e odori che esaltano i sensi, dove  gli orologi spostano le lancette del tempo verso un’epoca passata ma sempre presente, nonostante il passo della modernità.

Maratea non si visita, Maratea si vive; a  Maratea ci si arriva come ospiti, non come turisti, ed è per questo  che il calore dei lucani si mescola con lo stupore di chi trova in questo angolo di paradiso un rifugio, cercando un tempo perduto o semplicemente ritrovando l’armonia dei sensi e la riscoperta di una cultura viva di radici umane, tradizioni culinarie  e di una bellezza naturale fatta di un unico grande abbraccio tra cielo e mare.

Nel 2003, il Sunday Time la menzionò come una delle dieci perle nascoste d’Europa, mentre il Financial Times la descrisse nel 2006 come una gemma, esaltandone la meraviglie. Per i visitatori e le persone del posto, Maratea è semplicemente un piccolo grande rifugio dove assaporare la natura che parte dalle vaste colline fino alla maestosità delle spiagge.

Un tocco di Basilicata nel Tirreno

Unico comune della Basilica che si affaccia sul Mar Tirreno, Maratea è collocata nella provincia di Potenza, con i suoi 5000 abitanti e i suoi 32 km di costa, diventando il punto di partenza per un viaggio da un capo all’altro della lucania, per vivere – come nel film – una “Basilicata coast to coast”.

L’incanto di un paradiso naturale

“È un paese meraviglioso, […] è magnifico. […] Non c’è nessun altro luogo che io conosca che sia valido in me come questo che vedi. I colori, l’aria di questa terra, il paesaggio così combinato. I colori soprattutto, sono colori primordiali.” (Cesare Pavese)

Una spiaggia dove lo sguardo si perde verso un orizzonte dominato dall’Isola di Santo Ianni e si amalgama con 131 grotte in cui spicca quella di Marina di Maratea (detta anche grotta delle meraviglie), con le sue stalattiti e stalagmiti, in cui si ricrea uno scenario suggestivo e incantato.

Il mare è a dir poco splendido, guadagnandosi da tantissimi anni la bandiera blu, un conferimento della Foundation for Environmental Education che ne certifica la pulizia delle spiagge e la qualità della balneazione.

La natura è incontaminata, non violata dal predominio dell’uomo, un eden di flora e fauna attraversata dal fiume Noce e sovrastata dai suoi monti come il Coccovello o il San Biagio che, essendo anche parte dell’Appennino Lucano, domina interamente Maratea insieme alla Statua del Redentore. Una vera e propria meraviglia italiana nonostante gli appena 623 metri che ne fanno più che altro una collina, dove però mito e leggenda hanno reso il luogo magico e misterioso, quasi mitologico dato che – secondo la tradizione orale – in epoca antica i romani sembra avessero costruito un tempio in onore della dea Minerva.

Inoltre, per chi vuole scoprire un sito veramente unico e di indiscutibile bellezza, non si potrà non apprezzare la natura del Parco Nazionale del Pollino, compreso tra Basilicata e Calabria, con i suoi oltre 190.000 ettari, diventando nel 2015 Patrimonio Unesco . Un sito ideale per tutti gli amanti del trekking e delle passeggiate in mountain bike, senza deludere gli appassionati di torrentismo e rafting.

La forte attenzione per l’ambiente ha portato a Maratea innumerevoli riconoscimenti come quelli attribuiti da Legambiente che ne ha premiato lo stato di conservazione del territorio, l’accoglienza turistica, la pulizia delle spiagge e del mare, i servizi per i disabili, la sostenibilità ambientale, la bellezza dei fondali e l’interesse storico culturale del luogo.

Le spiagge più belle

Tra le attrazioni -se così si possono definire- più belle di Maratea spiccano le spiagge. Se siete amanti del mare Maratea è il posto ideale per voi perchè potete prendervi il lusso di cambiare spiaggia ogni giorno. Il numero di spiagge raggiungibili da Maratea è veramente elevato, quello che più stupisce è che ognuna ha caratteristiche proprie e un panorama tutto suo, vi sembrerà sempre di essere in un posto nuovo, con un panorama inedito. Alcune spiagge possono essere raggiunte solo via mare.

Pur essendo tutte bellissime, alcune spiagge risultano essere più particolari di altre, come la spiaggia di Cala Jannita, conosciuta ai più come la “spiaggia nera” per il colore molto scuro della sua sabbia. Tra le spiagge più frequentate c’è quella di Macarro, dove il blu del mare si unisce al grigio della sabbia, nel contorno verde della vegetazione. Le altre degne di nota sono la spiaggia della secca di Castrocucco, dove la natura e gli scogli sono riuscite a creare un’incantevole piscina naturale e la spiaggia di A’Gnola, molto sabbiosa e ben estesa, con un mare straordinario. Tra le spiagge più belle va sicuramente menzionata la spiagga d’I Vranne che lo scorso anno ha vinto il concorso di Legambiente, come Spiaggia più bella d’Italia.

Maratea si distingue non solo per la bellezza delle spiagge, ma anche per la ricchezza e la bellezza dei fondali: ne saranno ben lieti gli appassionati di immersione e snorkeling, che potranno lì ammirare fondali bellissimi e importanti reperti risalenti all’età ellenistico-romana.

Le Grotte da visitare

È doverosa una visita alle grotte marine della zona, davvero uno spettacolo della natura.  A pochi chilometri da Maratea è possibile visitare la bellissima isola di Dino, un isolotto ricco di vegetazione che ospita nelle sue acque due grotte: la Grotta Azzurra e la Grotta del Leone. Per gli appassionati di immersione c’è solo da tuffarsi, per chi invece è appassionato della natura ma non ha molta voglia di immergersi può rimediare con uno dei tanti itinerari previsti in barca. Se invece avete voglia di una passeggiata a piedi, un itinerario molto suggestivo è la visita alla Grotta delle Meraviglie, sita a Marina di Maratea e raggiungibile a piedi. La Grotta delle Meraviglie, conosciuta anche col nome di Grotta di Marina di Maratea, è l’unica cavità naturale turistica di tutta la Basilicata. Posta a circa 80 metri sotto il livello del mare, su un fianco del Monte La Serra. È stata scoperta nel 1929 e da allora è diventata una  delle maggiori attrazioni di Maratea.  La Grotta delle meraviglie è lunga circa 90 metri (è la più piccola cavità naturale in Italia) e la visita guidate all’interno durano all’incirca 30 minuti. All’interno si trova una sola, grande sala, che misura oltre 70 metri e che è alta circa sei o sette metri, ricca di stalattiti e stalagmiti, colonne, drappeggi di calcite e molti “spaghetti”, cioè delle stalattiti estremamente sottili e delicate. La Grotta delle Meraviglie di Maratea è visitabile solamente nei mesi estivi e all’interno la temperatura varia dai 15 ai 18 gradi centigradi, mentre l’umidità relativa è del 95 %. Un’altra grotta, molto romantica è la Grotta di Sciabella, al cui interno è possibile visitare una piccola spiaggetta, isolata da tutto e tutti; la leggenda narra che l’adultera Isabella sarebbe stata lì uccisa dal marito, che aveva scoperto il suo tradimento.

Le attività all’aria aperta

Le attività all’aria aperta più quotate, oltre all’andare in spiaggia, sono molteplici: dallo immersioni e snorkeling, sci acquatico, gite in barca, pesca subacquea e pesca turistica notturna. Ce ne sono molte, anche svincolate dal mare, come una passeggiata in bici o a cavallo, una passeggiata in montagna e tanto altro. Un’attività accattivante e insolita la si può trovare a poca distanza da Maratea: stiamo parlando del Volo dell’Angelo, unico in Italia, un’avventura davvero da brivido: il volo consiste nel lasciarsi andare al di sopra delle Dolomiti Lucane, aggrappati ad un cavo d’acciaio sospeso tra le vette di due paesi, Pietrapertosa e Castelmezzano. Una volta arrivati in uno dei due borghi, si potrà fare un’escursione all’interno dei paesi, incastonati tra le rocce e godere di tutta la bellezza storico-naturalistiche, assaggiare prodotti locali ammirando il meraviglioso panorama da un’insolita prospettiva, ricca di emozione. Giunti nella zona d’arrivo del paese di fronte, gli “angeli” torneranno con i piedi per terra e, liberati dall’imbracatura potranno raggiungere il centro del paese prima e la partenza dell’altra linea poi, grazie ad una navetta. E a quel punto il sogno ricomincerà sospesi tra cielo e terra. L’ebrezza del volo si potrà provare su due linee differenti il cui dislivello è rispettivamente di 118 e 130 mt, viaggiando ad una velocità massima di 110 km/h.
È una novità in voga già da qualche anno, capace di attirare turisti (impavidi) da ogni dove! È un’attrazione di nuova concezione, in grado di permettere una nuova fruizione innovativa del patrimonio ambientale, riuscendo anche a rispondere ad una nuova esigenza e modo di concepire il tempo libero e lo svago, ponendo l’accento sull’adrenalina. Il Volo dell’Angelo è un’avventura a stretto contatto con la natura e con un paesaggio unico, che si può ammirare a 360 gradi.

Alla scoperta delle bellezze artistiche

Camminare per Maratea significa perdersi in un luogo dove il culto religioso contorna la vita dell’intero paese, ed è per questo che viene ricordata come la “città delle 44 chiese”, dato il gran numero di cappelle e monasteri. Su tutte la Basilica di San Biagio, in onore del patrono di Maratea, sorta sull’omonimo monte dove un tempo il culto della dea Minerva venne spodestato dal vento delle tradizione cattolica, creando attualmente una scenario che si fonde tra sacro e profano, in cui il rito pagano si è mescolato con la sacralità cristiana. Più verso il borgo è possibile trovare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, la Chiesa dell’Annunziata o la piccolissima Chiesa di San Vito, la più antica di Maratea, immersa nel verde del bosco e strutturata con una sola navata.

Se si vuole vivere un viaggio nel tempo, ritornando all’epoca medioevale, sarà bene fare una visita al Castello di Castrocuocco, nei pressi dell’omonima frazione, sito di interesse della comunità europea e sottoposto alla tutela del ministero italiano dei beni culturali. Con la sua posizione dominante, il castello aveva la funzione di difendere Maratea degli attacchi nemici. Nei pressi dello stesso castello è possibile scorgere i segni dell’antico borgo dove sono ancora visibili le mura, una chiesa, alcune cripte e diversi edifici. La difesa di questo territorio passa anche per le Torri costiere del Regno di Napoli, dove a Maratea e nelle sue frazioni ne vennero erette addirittura sei: Torre dei Civi e Torre di Acquafredda (nella omonima frazione), Torre Santavenere, Torre Filocaio (eretta a protezione del porto), Torre Caina (situata su di un promontorio a picco sul mare) e Torre Apprezzami l’Asino, chiamata così perché si trovava nella strada che univa Sapri con Maratea, ma – siccome era particolarmente stretta – quando due asini si incrociavano sul cammino, non essendoci spazio sufficiente per entrambi, i padroni dovevano “apprezzare” gli asini, stabilire quale avesse minor valore per poi buttarne uno a mare, dando il passo libero all’animale di maggior pregio.

Quando si è nel centro di Maratea, ponendo un po’ il naso all’insù, non sarà difficile scorgere la Statua del Redentore. No, non si è a Rio de Janeiro e la vista non è quella di un paesaggio brasiliano; si è solo in Basilicata e la statua dominerà sempre, dal monte di San Biagio, la vita degli abitanti di Maratea. Tuttavia, l’idea dei questa scultura fu ispirata proprio dal Cristo de Corcovado che impressionò il Conte Stefano Rivetti di Val Cervo, il quale ritornato in Italia dal Brasile commissionò all’artista Bruno Innocenti la realizzazione. La statua doveva rappresentare la rinascita di tutto il territorio che tra gli anni ’50 e ’60 si stava trasformando fortemente grazie agli interventi della Cassa del Mezzogiorno e agli investimenti imprenditoriali del conte, che aveva realizzato un importante complesso manifatturiero, costruito strutture turistiche come l’Hotel Santavenere , oltre agli incentivi fatti come fondatore del “Consorzio per il Nucleo di Sviluppo Industriale” per l’iniziazione di infrastrutture a favore dei comuni di tutto il Golfo di Policastro. Nonostante il declino industriale dell’area negli ultimi decenni, il luogo non ha perso la sua vocazione turistica diventando una meta molta abita ed anche apprezza dal mondo del cinema, diventando una location per film come “Ogni lasciato è perso” di Piero Chiambretti o “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo, senza dimenticare le scene già girate negli anni ’60 da Dino Risi con “A porte chiuse”.

Inebriarsi di aromi e sapori

La cultura di un luogo non può non passare per i suoi sapori e visitare Maratea per la sua enogastronomia è certamente una scelta che non lascerà delusi nemmeno i palati più sopraffini e attenti. Trovandosi sul posto, specialmente nei giorni di Pasqua, sarà consuetudine mangiare la frittata di cipolle o la tipica pasta e ceci nel mercoledì delle ceneri,  o gustare i vermicelli con le patelle e un bel piatto le alici alla scapece che sarà possibile provare specialmente in occasione della festa patronale.

Invece, se volete assaporare qualcosa di ancora più forte e autentico, occhio alla salsiccia di  Maratea (U Zazicchiu), al Garum (salsa di pesce)e ai dolci come zeppole e mostaccioli.

Piccoli/grandi primati e riconoscimenti

Nel 2002 è stato stabilito da Alessandro Rignani Lolli il record del mondo in apnea in assetto costante a 88 metri.

Il 50% di tutte le grotte della Basilicata si trova a Maratea.

La Grotta Marina di Maratea è la grotta turistica più piccola d’Italia con i suoi 90 metri.

La casa automobilistica della FIAT dedicò a Maratea una vettura entrata in produzione tra il 1982 e il 1984.

Il primo piroscafo del Cantiere Navale del Muggiano (Fincantieri) venne realizzato nel 1885 e porta il nome di Maratea.

A Maratea è stato dedicato il nome di un cocktail a base di Martini Rosso, succo di limone e bitter.

Le zone circostanti

Acquafredda è ben nota per i soggiorni di Francesco Saverio Nitti, statista italiano che all’inizio del 900 si era innamorato della zona, tanto da costruire una villa lì che porta tutt’oggi il suo nome. Sorge invece a Castrocucco l’unico castello feduale, oggi ridotto ad una rovina. Santavenere si è guadagnata fama a livello internazionale per la rispettabilità e l’impeccabilità nei servizi delle attività che sono lì situate. Infine Massa è la zona dove si raccoglie la popolazione locale, si distingue da tutte le altre per la grande produzione agricola, mirata ad accentuare la cultura casearia degli ottimi prodotti, quali formaggi e latticini e anche salumi.