Le cose da fare a Maratea sono molte e diverse tra di loro: è una località che riesce ad unire la passione di sportivi, con snorkeling e immersioni e anche coloro che vivono il relax in una maniera un po’ più pigra, con passeggiate in riva al mare e le belle spiagge.

Anche i dintorni di Maratea offrono grandi attrattive, alcune più avventurose come il volo dell’Angelo, altre meno avventurose ma molto entusiasmanti: tutte hanno in comune la natura e la grande generosità che essa ha avuto nel creare quei luoghi incantevoli che circondano Maratea.

Tra le località limitrofe a Maratea

Le località limitrofe a Maratea sono molteplici e come detto, tutte davvero fantastiche. Soggiornare in questa piccola città è la scelta più adatta per chiunque voglia trascorrere una vacanza all’insegna della tranquillità e del relax con la possibilità di brevi ed intense gite fuoriporta. Tra gli Hotel a Maratea il nostro Santavenere offre una vasta gamma di servizi e consulenze in grado di trasportarvi in questi splendidi luoghi e suggerirmi i più fantastici itinerari.

Praia

Praia a Mare, bellissimo paesino della Calabria che ne ricorda tutti i profumi, colori e sapori tipici. Se amate il mare non potete perdervi la visita all’Isola di Dino, spettacolare per le sue numerose grotte, le più belle sono la Grotta del Leone, la Grotta Azzurra e la Grotta delle Cascate. Le escursioni in queste tre grotte sono molto frequenti e durano un’ora, non vi sarà difficile trovarne una adatta alle vostre esigenze.

Se siete appassionati di storia e siete incuriositi da quella di Praia a mare, dovete visitare il Santuario della Madonna della Grotta. Questo edificio è composto da 3 grotte e custodisce al suo interno la statua della Madonna di Praia a Mare, lasciata da un peschereccio su un masso ai piedi della grotta più di 150 anni fa. Praia e il suo lungomare sono molto suggestivi, specie per una passeggiata romantica al chiaro di luna.

Matera

Matera, città unica nel suo genere, è la seconda città più grande per popolazione in Basilicata, è conosciuta anche Città dei Sassi e Città Sotterranea. Ha anche ricevuto molto riconoscimenti: nel 1993 è stata nominata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e nel 2014 Capitale Europea della Cultura 2019.

La vera forza, la vera unicità di Matera è concentrata soprattutto nella zona più antica: il nome Città dei Sassi deriva dalle particolari dimore costruite a ridosso della Gravina di Matera. La parte più antica della città è il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso dove le abitazioni/grotte sono dislocate su diversi scaloni.

La scelta di un luogo ha permesso nei secoli agli abitanti una vita sicura ma non del tutto facile. Uno dei bisogni primari era garantire agli abitanti un’autonomia d’acqua quando la città si fosse trovata sotto attacco: inizialmente dunque le loro fatiche si concentrarono molto sulla costruzione di cisterne e sistemi di canalizzazione dell’acqua piuttosto che sulla costruzione di case e abitazioni.

La città ha sempre portato alcune problematiche intrinseche, proprio relative alla sua struttura: per dei problemi igienici nel 1952 15.000 Materani si spostarono nella zona nuova della città abbandonando i Sassi, ma nel 1986 fu emanata una legge sul recupero delle antiche dimore. Matera è stata anche protagonista di un film del 2004 The Passion di Mel Gibson.

Grotte di Pertosa

Le Grotte di Pertosa sono un insieme di grotte carsiche molto particolari e uniche a livello europeo in quanto permettono di attraversare un fiume sotterraneo fino al cuore della montagna. Le grotte percorrono il massiccio dei monti Alburni per circa 3000 metri, il percorso è ricco di spettacolari colori e composizioni naturali create da particolari stalattiti e stalagmiti. Le grotte di Pertosa, aperte dal 1932, utilizzano una barca trainata da un cavo di acciaio per visitare la prima parte per poi raggiungere il secondo percorso da proseguire a piedi.

Certosa di Padula

La Certosa di Padula o di San Lorenzo è un monastero di certosini, locato a Padula, in provincia di Salerno. Realizzata con grande sfarzo, la Certosa di Padula, è una delle strutture più lussuose e più grandi d’Europa.

I lavori di costruzione iniziarono nel lontano 1306 per volontà di Tommaso II Sanseverino. Caduta la casata Sanseverino vennero apportate numerose modifiche al complesso. Una volta passato l’ingresso delle certosa, si attraversa una sala affrescata e si passa direttamente alla foresteria, proseguendo ci si ritrova nella Chiesa di San Lorenzo. La navata di San Lorenzo ha una struttura a volta con archi gotici ricca di affreschi dipinti da Michele Ragolia. Nel Chiostro grande ritroviamo il cimitero nuovo, infatti il cimitero antico è posto in un luogo appartato appositamente per i certosini. Ritroviamo all’interno della certosa una cucina particolare per la sua ampia cappa. Vicino al Chiostro troviamo una monumentale scala, una vera e propria opera d’arte dell’architetto Gaetano Barba.

Paestum

La città di Paestum è stata fondata dai greci intorno al 600 a.E.V., si chiamava inizialmente Poseidonia, da Poseidone, o Nettuno, dio del mare, al quale la città era stata dedicata. Tra il 400 e il 273 avanti Cristo fu occupata dalla popolazione italica dei lucani. Nel 273 divenne colonia romana col nome di Paestum. Ma è indubbio che la fondazione della città fosse preceduta dall’impianto di una fattoria commerciale sulla sponda sinistra e presso la foce del fiume Silaros e che le condizioni malariche del terreno indussero poi i primitivi coloni a spostare il centro abitato verso Oriente, su un banco calcareo leggermente rialzato sulla pianura e sul litorale, lungo il corso di un’altro fiume minore (fiume Salso o Capofiume). Dall’impianto primitivo sul Silaros sviluppò il porto marittimo e fluviale della città e presso di esso sorse il Tempio di Era Argiva, che diventò presto uno dei più grandi e venerati santuari dell’Italia antica: circa 50 stadi separavano la città dallo Heraion e dal suo emporio sul fiume. La fine dell’Impero Romano coincise grosso modo con la fine della città. Verso il 500 E.V., infatti, in seguito ad un’epidemia di malaria, aggravata dall’insalubrità del territorio, gli abitanti gradualmente abbandonarono la città. La riscoperta di Paestum risale al 1762, quando fu costruita la strada moderna che l’attraversa tuttora.

La città di Pompei sorge su un altopiano di formazione vulcanica, sul versante meridionale del Vesuvio, a circa 30 metri sul livello del mare ed a breve distanza dalla foce del fiume Sarno, in una suggestiva posizione. È stata fondata da una popolazione osca, il dubbio che  se il nome stesso della città derivi dal greco o dall’osco.

La città di Pompei vanta ammiratori da secoli e secoli: tutti i più famosi scrittori, poeti e filosofi latini ne sono rimasti incantati; tra questi ricordiamo Seneca, Plinio il Vecchio che descrisse il declino della città durante l’eruzione del Vesuvio e anche Lucrezio le ha dedicato brani appassionati nel suo De Rerum Natura.
La mancanza di sorgenti o corsi d’acqua sull’altopiano impedì il suo popolamento nelle epoche più remote, anche se nel corso dell’VIII secolo a. C. nella vicina valle del Sarno si erano formati alcuni insediamenti, come testimoniano numerose tombe a fossa.

La fortuna della città fu sin dall’inizio legata alla sua posizione sul mare, che la rendeva il porto dei centri dell’entroterra campano, in concorrenza con le città greche della costa.